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Competenze Massimo Bargnesi


  1. Competenze Massimo Bargnesi Grafico Pubblicitario
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  3. Competenze Massimo Bargnesi Grafica Video

Attestati


Certificazione Informatica Professionale in Grafica Pubblicitaria

presso Cefi Informatica S.r.l. Scuola di Formazione Informatica‚ Viale Pasteur‚ 78 – 00144 Roma


Attestato grafica Massimo Bargnesi

Adobe InDesign:

  • • Impaginazione Documenti
  • • Creazione di Layout
  • • Gestione dei Documenti Grafici
  • • Impostazione dei Profili Colore
  • • Organizzazione dei Contenuti

Adobe Photoshop:

  • • Ottimizzazione delle Immagini
  • • Scontornamento e Mascheratura
  • • Applicazioni di Filtri e fotocomposizione

Adobe Illustrator:

  • • Immagini vettoriali
  • • Creazione di Testi Elaborati
  • • Impostazione di documenti grafici
  • • Composizione e editing
  • • Immagine e design coordinato


Qui di seguito illustrerò alcune delle competenze da me acquisite e che sono la base per un grafico pubblicitario.


Iniziamo illustrando le differenze tra grafica raster e grafica vettoriale.
Grafica raster: detta anche grafica bitmap‚ è caratterizzata da due propietà‚ ovvero risoluzione e profondità.
La prima si determina in base al numero di pixel presenti nell’unità di misura di riferimento (i pollici); si misura in DPI (Dots Per Inch‚ cioè punti per pollice) – si usa a fini di stampa‚ maggiori sono i punti e più l’immagine sarà dettagliata – o in PPI (Pixel Per Inch‚ pixel per pollice) – si usa nell’ambito della grafica a video e web‚ maggiori sono i pixel e più l’immagine sarà dettagliata.
La seconda‚ invece‚ viene definita dal numero di bit utilizzati da ogni pixel al fine di descrivere un colore e si misura in BPP (Bit Per Pixel); maggiore sarà il numero di bit‚ maggiore sarà il numero di colori che si potranno descrivere.

Grafica vettoriale: l’immagine viene rappresentata mediante l’utilizzo di semplici figure geometriche le quali definiscono punti‚ linee‚ curve e poligoni a cui si possono attribuire colori e persino sfumature.
Questa tipologia presenta due grandi vantaggi rispetto alla grafica raster‚ ovvero la possibilità di salvare i dati in un formato che occupi decisamente meno spazio e quella di ingrandire l’immagine senza alcuna perdita di risoluzione.


Parlando di competenze in ambito grafico‚ poi‚ non si può non volgere lo sguardo ai metodi di colore RGB e CMYK.
RGB: il metodo di colore RGB si basa su un modello costituito da tre colori fondamentali oppure‚ come sarebbe meglio dire‚ da tre canali di colorerosso‚ verde‚ blu (red‚ green‚ blue in inglese) – i quali‚ mescolati tra loro‚ ricreano la quasi totalità dello spettro dei colori visibili (ad eccezione delle tonalità di porpora)‚ assegnando un valore di intensità ad ogni pixel.
Le immagini a 8 bit per canale presentano valori compresi tra 0 (nero) e 255 (bianco)‚ assegnati ad ognuno di questi canali di colore.

CMYK: in questo metodo‚ a ogni pixel corrisponde un valore percentuale‚ assegnato ad ognuno dei quattro colori base – ciano‚ magenta‚ giallo‚ nero (cyan‚ magenta‚ yellow‚ key black in inglese) –‚i quali‚ tutti insieme‚ vengono chiamati quadricromia. In questo caso‚ trattandosi di un metodo utilizzato prettamente a fini di stampa‚ anziché di colori bisognerebbe parlare di inchiostri e la presenza del nero “chiave” si giustifica con il fatto che la somma dei tre inchiostri principali (CMY‚ detta tricromia) non dà un nero intenso‚ a causa di alcuni limiti del processo di stampa.

Percentuali basse degli inchiostri di quadricromia sono proprie di colori maggiormente chiari (come le luci)‚ mentre le percentuali alte seguono i colori maggiormente scuri (come le ombre).
Se un’immagine si presenta inizialmente in RGB di solito si effettuano tutte le modifiche del caso in RGB eppoi la si converte in CMYK solamente a lavoro finito.


Altro tema fondamentale nell’ambito delle competenze di un grafico pubblicitario‚ ma non solo‚ è la sezione aurea.
Si tratta di un rapporto tra due grandezze che dà come risultato 1‚618 (in realtà le cifre decimali sono molte di più); questo numero risulta essere così importante perché la proporzione che ne deriva trasmette una sensazione di piacevolezza a chi osserva.
La sezione aurea non viene utilizzata solo nella grafica ma anche nella pittura e nell’architettura.


A questo concetto si lega la regola dei terzi, una teoria‚ ampiamente dimostrata e largamente sfruttata in ambito grafico‚ secondo cui bisogna idealmente sovrapporre all’immagine un reticolato‚ formato da due linee orizzontali e due verticali‚ in modo da creare nove aree perfettamente uguali‚ di queste quella centrale viene delimitata dai quattro punti di intersezione delle linee‚ che sono poi i punti su cui si sofferma maggiormente l’interesse dell’occhio umano.

Quindi un oggetto posizionato al centro dell’immagine trasmetterà una sensazione di quiete; se‚ invece‚ l’orizzonte si trova sotto la linea dei terzi‚ ovvero all'interno dei riquadri inferiori‚ si proverà una sensazione di libertà‚ se l’orizzonte si trova sopra la linea dei terzi si avrà una sensazione di oppressione.

Regola dei terzi immagine
Fig.1 – Regola dei terzi

Ultima‚ ma non ultima‚ la capacità di sapere cosa significano i vari colori:

  • Rosso = intensità‚ fuoco e sangue‚ energia‚ guerra‚ pericolo‚ amore‚ passione‚ forza.
  • Viola = regalità‚ potere‚ nobiltà‚ ricchezza‚ ambizione‚ dignità‚ mistero.
  • Blu = cielo‚ mare‚ stabilità‚ mascolinità‚ tranquillità‚ profondità‚ fiducia.
  • Giallo = sole‚ gioia‚ allegria‚ intelletto‚ energia‚ vistosità.
  • Verde = natura‚ crescita‚ fertilità‚ freschezza‚ guarigione‚ sicurezza‚ denaro.
  • Ocra = caldo‚ stimolante‚ entusiasmo‚ felicità‚ successo‚ creatività‚ autunno.


Se vuoi puoi consultare i miei lavori di grafica pubblicitaria alla pagina Stampa della sezione Portfolio

oppure i miei articoli‚ sempre sulla grafica pubblicitaria‚ alla pagina Grafica della sezione Articoli


Diploma di Qualifica Professionale in Progettista Web (Corso autorizzato dalla Regione Lazio)

presso Cefi Informatica S.r.l. Scuola di Formazione Informatica‚ Viale Pasteur‚ 78 – 00144 Roma


Attestato web Massimo Bargnesi

Saper creare‚ gestire e organizzare contenuti testuali e multimediali nel mondo internet. Tutte le tecniche necessarie a costruire siti web di vetrina (lato client)‚ portali (lato server)‚ siti di e–commerce e siti in cui sono presenti contenuti multimediali.

Trattati concetti d’usabilità e d’indicizzazione attraverso le tecnologie più attuali:

  • Html/XML
  • XHTML
  • Javascript/Ajax/HTML 5
  • CSS3
  • Wordpress/Joomla!/Prestashop
  • SQL/MySql
  • PHP
  • ASP.NET

Approfonditi tutti gli applicativi relativi alla gestione e creazione di contenuti multimediali.
Software studiati:

  • Adobe Creative Suite: DreamweaverPhotoshop e Flash
  • • Programma Easyphp
  • • Microsoft Visual Studio


Ecco alcune delle competenze da me acquisite come progettista web.


Come decidere un URL: un URL‚ solitamente‚ si compone di una o due parole‚ le quali vengono scelte tenendo conto dell’argomento del sito.
Per sceglierla bisogna porsi la seguente domanda:
«Con quale keyword o keyphrase gli utenti cercheranno ciò che gli interessa?»
Quella sarà la chiave!

È possibile scegliere una nicchia (ma non troppo poco popolare) per tentare di essere posizionato in maniera più veloce e migliore rispetto ad un argomento con molta più concorrenza.

Es. se si crea un sito puntando sulla parola chiave moda sarà impossibile posizionarsi in prima pagina per vari motivi (concorrenza‚ anzianità del sito‚ AdWords…)‚ bisogna perciò essere meno generalisti ad es. puntando su moda italiana o‚ ancora meglio‚ moda italiana anni ’60‚ insomma è necessario trovare una nicchia (che non dia troppo pochi risultati in SERP‚ letteralmente: pagina dei risultati sul motore di ricerca) sulla quale si è in grado di pubblicare contenuti interessanti per i visitatori.


Differenza tra siti web statici e siti web dinamici: il sito dinamico‚ a differenza di quello statico‚ interagisce con un database via PHP (o ASP)‚ cioè attraverso un linguaggio di programmazione‚ o meglio di scripting‚ unito a un linguaggio come MySql (Structured Query Language) per interrogare‚ aggiornare e gestire il database.

ASP(Active Server Pages): gira solo su macchine che eseguono il Server Microsoft IISP (Internet Information Server Program)‚ il quale a sua volta funziona solo su SO Windows.
PHP (Hypertext Preprocessor): gira su molti server diversi (es. Apache‚ server gratuito e open source che integra PHP al proprio interno) con praticamente qualsiasi SO (Unix, Linux, Windows…).


Se vuoi puoi consultare la mia pagina Web della sezione Articoli. Inoltre qui potrete visionare un esempio di applicazione di codice php in collegamento a un database.




Autodidatta


Video


Adobe Premiere:

  • • Montaggio video e audio
  • • Transizioni e altri effetti video
  • • Correzione colore
  • • Gestione audio
  • • Transizioni e altri effetti audio
  • • Titoli e sottotitoli
  • • Uso delle maschere
  • • Importazione ed Esportazione

Adobe After Effects:

  • • Creare una Composizione
  • • I Livelli
  • • Animazioni immagini
  • • Uso delle maschere
  • • Animazioni testi
  • • Gestione ambiente 3D
  • • Gestione Particles e altri effetti video e audio
  • • Green Screen
  • • Gestione anteprima
  • • Nidificazione e Precomposizione
  • • Renderizzazione
  • • Importazione ed esportazione


Ora parlerò‚ invece‚ delle mie competenze basilari all’interno della grafica a video.


Prima di tutto spiegherò le varie differenze tra i vari formati di file video.
Bisogna‚ però‚ fare una distinzione iniziale tra codec e formati contenitore (o container in inglese).


Codec: si tratta di uno strumento di codifica e decodifica‚ il quale si occupa di elaborare il video e trasformarlo in un flusso di dati digitali. Ne esistono diversi tipi e viene utilizzato al fine di salvare il suddetto file in maniera compressa‚ ovvero diminuendone il peso e allo stesso tempo‚ però‚ facendo perdere qualcosa in termini di qualità‚ o senza compressione, il file non subisce nessuna perdita di qualità ma pesa moltissimo.

La dimensione di un file viene trasposta attraverso il BitRate‚ un’unità di misura che determina il peso del file per ogni secondo del video e si esprime in Megabit per secondo (Mbps).


I codec maggiormente popolari sono:

  • XviD / DivX – Il codec XviD si presenta come un open source (ovvero direttamente accessibile dall’utente)‚ quindi completamente gratuito‚ fu creato come alternativa al DivX‚ il quale‚ invece‚ viene presentato come un codec commerciale e quindi a pagamento (anche se ultimamente lo si trova anch’esso gratuito).
    Entrambi sono in grado di decodificare l’uscita dei dati dell’altro poiché ambedue si basano sul formato MPEG–4.
  • MPEG–4 –Viene considerato il formato più comune nello streaming; si compone di diverse parti‚ come l’ MPEG–4 Part 2‚ e viene usato in vista della codifica di XviD‚ DivX e MP3 per l’audio.
  • H.264 –Si tratta del codec maggiormente popolare per la compressione di video ad alta definizione.
    Risulta essere molto più efficace dell’MPEG–4‚ fino a 2 volte meglio‚ e ciò significa questo: a parità di qualità‚ un file compresso con il formato H.264 peserà la metà rispetto ad uno compresso usando il formato MPEG–4.
    L’H.264 è stato‚ relativamente di recente‚ inglobato nel codec MPEG–4 Part 10 (chiamato anche AVC) e può presentare svariati metodi di codifica in un solo pacchetto.
    Ultimamente‚ però‚ questo formato viene sostituito dall’H.265‚ grazie al quale risulta possibile salvare alla stessa qualità dell’H.264 ma potendo beneficiare di un peso minore.


Formati contenitore: sono formati di file contenenti video‚ audio‚ codec (ne contengono svariati) e altre informazioni e sono distinguibili in base all’estensione di un file (la dicitura finale nel nome del file‚ preceduta da un punto).


I principali formati video fanno riferimento ai vari formati contenitore e sono:

  • AVI – Era il formato standard utilizzato sui PC Windows‚ sviluppato da Microsoft.
    Presenta una qualità piuttosto alta; può darsi che non tutti gli AVI siano uguali poiché questo formato può essere compresso attraverso diversi codec.
    Il suo utilizzo massiccio si spinge fino ai primi anni 2000 e ora il suo successore è Windows Media Video (WMV)‚il quale‚ invece‚ presenta solo 3 codecs: Windows Media Video 7‚ 8 e 9 e offre un buon compromesso tra qualità e compressione.
  • Flash Video – Il formato standard riguardo i video sul web‚ viene utilizzato sempre di meno e‚ probabilmente‚ verrà definitivamente rimpiazzato dallo standard HTML5.
  • MKV (Matroska) – Tra tutti risulta essere il formato maggiormnte adattabile in quanto supporta gran parte dei formati audio e video‚ inoltre offre un’ottima qualità‚ risulta essere compatibile con i codec H.264 e H.265 e funziona molto bene con i film in HD.
  • MP4 – Viene largamente supportato da molti lettori multimediali in commercio e si tratta del container maggiormente utilizzato in vista della pubblicazione online.
    Sfrutta la codifica H.264 e l’AAC (audio‚ parlerò dei formati audio poco più avanti).
  • VOB – Il formato contenitore destinato all’utilizzo di DVD.
  • MOV –Il formato propietario di Apple‚ sfruttato dal suo lettore Quicktime.


All’interno delle competenze della grafica a video bisogna parlare anche di pixel: il video è raster‚ quindi formato da pixel‚ e in esso si lavora in RGB o‚ eventualmente‚ in YUV (formato grazie al quale si possono separare la luminosità e il colore)‚ il video generalmente non gestisce la trasparenza‚ anche se la si può utilizzare con alcuni formati particolari nel caso sia presente in un elemento grafico introdotto al suo interno.

Le dimensioni e la forma dei pixel dipendono dalla dimensione dei diversi formati: ad esempio i formati SD (il formato standard per gli schermi non in HD o Full HD) e DV (uno standard per i video amatoriali e semiprofessionali) hanno una risoluzione di 720 x 576 e il rapporto tra la larghezza e l’altezza dell’immagine può essere di 4:3 (normale) o di 16:9 (widescreen‚ l’immagine risulta schiacciata e allungata verticalmente)‚ in entrambi i casi i pixel avranno forma rettangolare (a differenza di quelli tradizionali‚ che sono quadrati) ma un’immagine a 16:9 risulterà maggiormente estesa in termini di larghezza‚ come si vede dalle immagini seguenti.


forma pixel a 4:3 e 16:9

Ora analizziamo anche le diverse tipologie di file audio.
Prima di tutto risulta doveroso specificare che l’audio digitale tenta di rappresentare suoni reali attraverso una serie di 0 e 1‚ più ce ne sono e maggiore sarà la quantità di informazioni presente nel file e‚ di conseguenza‚ maggiore sarà la vicinanza della rappresentazione al suono nella realtà. Un livello di prestazione molto elevato genera un elevato peso del file‚ perciò esistono formati di file audio senza perdita di qualità (lossless) e con perdita di qualità (lossy).


Tra i primi troviamo:

  • Wave (estensione: .wav) – Tra i formati lossless viene considerato il più diffuso in quanto‚ pur occupando una grossa mole di spazio‚ riproduce i suoni fedelmente; questo formato si ottiene quando si estrae l’audio da un CD musicale utilizzando il computer.
  • FLAC – Si tratta di un codec open source e viene utilizzato spesso e volentieri al fine di immagazzinare sul computer le tracce di un CD senza perdere qualità.
    A differenza del file Wave‚ il quale non sfrutta nessun tipo di compressione‚ il FLAC ne utilizza una‚ seppur minima. I .flac occupano meno spazio rispetto ai .wav e sono dotati di un meccanismo di compressione adattabile: in caso di parti musicali elaborate sfruttano le stesse codifiche di un file Wave‚ tracce semplici‚ invece‚ vengono riprodotte attraverso l’elaborazione di una quantità inferiore di bit.
  • ALAC – È simile al FLAC ma utilizza la compressione massima‚ la qualità rimane buona ma‚ riguardo il peso‚ non si avvicina all’efficenza del FLAC. Si tratta di un formato propietario della Apple quindi non viene supportato da tutti i riproduttori.


Tra i secondi:

  • MP3 o MPEG–1‚ o MPEG–2 Audio Layer 3 – Sicuramente possiamo dire che sia lo standard con perdita di qualità principalmente utilizzato‚ anche perché fu il primo della categoria (venne introdotto nel 1998).
    Se si comprime un file .wav in uno .mp3 si può ottenere un file fino al 90% più leggero (parliamo di MegaByte); la qualità‚ invece‚ cambia a seconda del bitrate‚ che va da 32 a 320 kilobit di informazione per secondo (Kb/s)‚ al valore massimo la qualità risulta essere piuttosto buona (lo standard si attesta sui 128 Kb/s).
  • AAC – Si tratta di uno standard Apple‚ iTunes converte automaticamente l’audio in questo formato. Lavora in maniera simile all’MP3 e‚ avendo lo stesso livello di bitrate‚ occupa la stessa quantità di spazio‚ la differenza sta nel modo in cui comprime i file e nel fatto che rappresenta meglio il suono rispetto all’MP3.
  • WMA – Si tratta di un formato propietario di Microsoft‚ risulta incompatibile con i prodotti Apple e altri tipi di dispositivi‚ infatti subisce la forte concorrenza dell’MP3 il quale‚ invece‚ viene considerato compatibile con la maggior parte degli applicativi.
  • Ogg Vorbis – Si presenta come un formato che non ha bisogno di licenze per essere implementato in un lettore audio. La resa risulta leggermente superiore a quella dell’MP3 ma‚ rispetto al concorrente‚ non è molto diffuso.


Come ultima tematica riguardo le competenze di un grafico nel settore video parlerò dell’interlacciamento.
In 1 secondo di video‚ di solito‚ sono presenti 25 fotogrammi al secondo (fps) – questa frequenza la si trova nello standard PAL‚ che è quello che si usa in gran parte d’Europa e del resto del mondo. In un singolo fotogramma trovo 2 campi: il fotogramma si compone di 2 immaginiuna che occupa le linee di scansione paril’altra che occupa quelle dispari‚ che messe insieme formano l’immagine definitiva.

Il girato con una videocamera DV in PAL è un video interlacciato che può essere visto anche sulla TV e l’interlacciamento non si noterà perché sia la videocamera sia la TV sono in grado di gestire questo interlacciamento; se dovessi vedere questo filmato sul PC invece avrei un problema: il PC può visualizzare immagini progressive‚ quindi ogni fotogramma rappresenta 1 immagine‚ a differenza del filmato interlacciato‚ in cui ogni fotogramma si compone di 2 immagini‚ bisogna quindi deinterlacciare il girato (il caso più tipico è il filmato destinato alla pubblicazione sul web).

Adobe Premiere può gestire sia filmati interlacciati sia deinterlacciati e consente il deinterlacciamento e in fase di lavorazione e di esportazione.


Se vuoi puoi consultare i miei lavori di grafica video alla pagina Video della sezione Portfolio


Curriculum Vitae

Massimo Bargnesi