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Che cos’è il design


Autore: Massimo Bargnesi
Sito web: www.massimobargnesi.it
Ultimo aggiornamento: Giugno 2017

Il design

Il design e la figura del designer grafico


L’industrial design‚ o più comunemente il design viene indicato come il complesso delle attività finalizzate ad ideare e progettare prodotti‚ sistemi‚ comunicazioni o servizi‚ i quali soddisfino i più svariati bisogni umani‚ realizzati con sistemi industriali: dagli utensili da cucina ai sistemi informatici‚ dal progetto di libri e giornali alla comunicazione aziendale‚ alla pubblicità.

Il designer si esprime attraverso la forma‚ l’aspetto‚ gli stimoli sensoriali‚ il colore‚ la configurazione dell’oggetto; il significato simbolico trasmesso da quest’ultimo viene ispirato dalla sua sensibilità e guidato dal suo gusto. Il designer ha un metodo progettuale‚ sa riconoscere e identificare un problema e‚ in base ai dati ricevuti‚ sa compiere una catena di scelte motivate le quali conducono ad una soluzione logica ed estetica.
Il designer lavora per gli altri e non per se stesso‚ generalmente come membro di un gruppo‚ e l’espressione della sua creatività si lega al raggiungimento degli scopi di un committente.


Il designer grafico

Dagli anni Ottanta‚ con la diffusione del computer‚ l’espressione “design grafico” non viene più ritenuta soddisfacente al fine di descrivere il complesso di attività di cui si occupa: sarebbe preferibile usare una definizione più precisa‚ e allo stesso tempo più ampia‚ come “design della comunicazione visuale”.

Il designer progetta la comunicazione visuale avvalendosi di parole‚ le quali prendono corpo con i segni tipografici‚ e immagini nelle più diverse forme.
Ha conoscenze approfondite nelle tecniche di comunicazione visiva e nelle tecniche di produzione rivolte ai mezzi tradizionali e ai nuovi mezzi. Grazie al computer il designer grafico oggi riassume le figure professionali che hanno 500 anni di esperienza tipografica‚ come il disegnatore di caratteri‚ il compositore e il tipografo‚ o più recenti ma di competenza tecnica digitale‚ come il fotolitista‚ il montaggista o il cromista.

Ad esempio quando un committente vuole mettere a punto un marchio adatto alla sua azienda sceglie un designer grafico e lo informa nel modo più completo sulla propria attività‚ sugli obiettivi e gli scopi dell’azienda secondo le linee guida della comunicazione aziendale dettate dal marketing; gli indica i limiti di spesa‚ i tempi da rispettare e il budget. E infine discute i risultati ottenuti dal progetto con il designer‚ li approva e lo retribuisce.


Il pubblicitario e il grafico


Queste due figure professionali hanno in comune molte tecniche e spesso lavorano insieme‚ infatti spesso i ruoli vengono confusi. Al fine di comunicare usano elementi derivanti dal linguaggio visivo: carattereimmaginecolore e composizione.

Tuttavia il pubblicitario ha come obiettivo primario e immediato quello di persuadere il consumatore all’acquisto di prodotti o servizi: lavora in gruppo e forma coppia inscindibile con il copywriter‚ ovvero chi scrive i testi. Interviene‚ di regola‚ alla fine di una lunga catena di decisioni riguardo le quali il marketing indica l’obiettivo da raggiungere‚ le modalità con cui farlo e le caratteristiche emozionali che arrivano dal messaggio.
In particolare l’art director‚ il designer responsabile della parte visiva della pubblicità‚ orienta o dirige il fotografo‚ l’illustratore o il regista di spot‚ e li guida lungo un percorso in gran parte prestabilito.

Il designer grafico‚ se non si trova nelle vesti di pubblicitario‚ ha invece obiettivi di medio/lungo termine‚ come la costruzione dell’immagine aziendale o del prodotto‚ non quello di persuadere il consumatore all’acquisto. Interviene solitamente all’inizio del processo decisionale‚ a stabilire le linee guida dell’immagine aziendale e sa scegliere i collaboratori al fine di raggiungere al meglio gli obiettivi di comunicazione.


L’artista

L’artista lavora prevalentemente da solo‚ con l’obiettivo di esprimere se stesso‚ così da produrre opere aventi una carica estetica e percettiva e da stimolare intellettualmente il pubblico. Si autodirige e abitualmente opera per una committenza non definita o per un committente personale‚ e usa soprattutto l’intuizione e le abilità proprie; è libero di esercitare la creatività a costo di essere frainteso o non capito.
In campo artistico‚ la committenza ha un peso e una influenza spesso determinante nell’architettura e nel cinema‚ i quali richiedono un forte investimento e il lavoro di gruppo.

L’artista può avere conoscenze e abilità tecniche raffinate‚ realizza in prima persona le sue opere‚ pur con qualche eccezione‚ e le firma‚ invece il grafico subordina la sua firma a quella del committente.


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